Ebbene, se già chattiamo con Windows Live Messenger, piuttosto che ci insocializziamo con Facebook o postiamo due boiate su Twitter, quale altra diavoleria ci aspetta?
I cambiamenti sono li davanti ai nostri occhi; progressivamente abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare, di comunicare e di socializzare con gli altri e, ciononostante, non riusciamo a cogliere le più sottili sfumature che delineano le mutazioni che sono in atto: tra qualche anno lavorare fuori dall'ufficio con un giocattolo che sta nel taschino sarà la norma. Con lo stesso pagheremo il ristorante e compreremo il biglietto aereo delle vacanze seduti comodamente al Bar.
Via via le applicazioni spariranno, saremo circondati da Servizi Web; servizi che finalmente non richiederanno particolari skills per essere fruiti: sarà come aprire un frigo e prendere del latte. Servizi di servizi indifferentemente mashati che si arricchiranno di una nuova caratteristica digitale: la semantica. Finisce l'era delle installazioni del software, finiscono le release: tutti i servizi andranno in beta permanente sul web. I propri dati, i documenti, le immagini, la musica i video diventano shared native: si creano, vivono, si modificano, si condividono si sincronizzano nativamente in rete.
Il tanto abusato "I" (di "I"pod per intenderci) finalmente uscirà dai meri confini del marketing per diventare tangibilmente applicabile: ogni utente potrà creare e valorizzare il proprio brand, la propria comunità quale risultato di un mash di servizi di propria preferenza. L’utente, ad esempio, si crea il proprio meta-quotidiano digitale : le news dal corriere, sport dalla gazzetta l’economia dal sole24h. Come pure, è l'utente che sceglie quale pubblicità vedere, quali sponsor e brand valorizzare; il tutto non solo per vicinanza o senso di appartenenza, ma perché diventa un peer di un network che lo incentiva monetariamente per incrementare il suo valore. Non più comunità digitali brand centriche, alla Facebook/Myspace maniera, me utente centriche. L’utente diventa un Brand che eroga meta-servizi in sala web: iFrancesco
iMaremma!
ReplyDeletesiamo pronti ad assimilare tutto questo oppure sono le solite menate hitech che lasciano il tempo che trovano?
Luca S.
Altavista!!!
ReplyDeleteCavolo! Era il motore di ricerca che ai tempi delle superiori/università utilizzavo più frequentemente...
"Era"appunto, ne è passato di tempo...
Maria