/* bit.ly tracker */ LifeWare: Chromatizziamoci, un solo OS non ci basta.

Wednesday, December 2, 2009

Chromatizziamoci, un solo OS non ci basta.



C'è fermento nel mercato dei sistemi operativi per il desktop: Microsoft si è appena giocata il 7 bello, Apple vede aumentare progressivamente la propria quota di mercato e Google, da buon ousider, fa capolino con il proprio Chrome OS tentando di segmentare verso il basso un’offerta che fino a oggi è stata praticamente monolitica. Ebbene, c'è veramente domanda per una tale diavoleria? Come pure: c'è spazio per creare nuova domanda?

Partirei col capire cosa è Chrome OS: Google di fatto propone un’altra salsa di Linux super alleggerita e ben Chromata dove tutto gira intorno al Browser, al Web2.0. Orbene, se guardo al passato vedo che tutti gli altri Linux hanno fallito nel tentare di trovare uno spazio sul desktop, sopravvivendo al più in una nicchia esigua.
Motivo?  Oggi, è verosimile pensare che la causa non è da ricercarsi nel prodotto (Linux) ma sul COME si è cercato di acquisire nuove quote di mercato, sul messaggio che si è costruito e comunicato: Linux di fatto è sempre passato come roba per Geeks occhialuti. La materia degli OS è per sua natura ostica e non trova fisiologico spazio nel settore consumer, quindi, necessita di un indirizzo, di una spinta che ne semplifichi la comunicazione: sono convinto che le cose sarebbero andate diversamente se si sarebbero utilizzati skills ed esperienze che arrivano da settori quali Entertainment e Fast Moving Consumer Goods, ma non è andata cosi.  Non si possono cambiare le abitudini di un potenziale cliente che, nel bene o nel male, ha sempre usato un PC o un MAC; si può solo cercare di  differenziarsi creando emozioni e extra-valore intorno a qualcosa che deve apparire molto attraente e cool.
Detto questo, sarà Google in grado di capitalizzare gli errori del passato per non ripeterli?
Riuscirà ad ammaliare ed emozionare grazie ad una comunicazione efficace che aumenti la propensione alla acquisto/scelta di Chrome OS?
Passiamo ora a guardare la faccenda dalla prospettiva storico/tecnologico, perché sono convinto che quello di Linux non era neanche il momento storico giusto; i tempi erano diversi e non esisteva l’attuale segmentazione di prodotti : Smartphones, Ebook Reader, Tablet, Netbook, Laptop, Desktop, quindi, un solo OS era sufficiente e la scelta era semplice: Mac o PC. Oggi il mercato si è espanso e si è esteso geograficamente, l’evoluzione tecnologica ha permesso la sua segmentazione e la domanda si è trasformata. Le nuove generazioni nascono digitali e nei mercati emergenti le esigenze sono diverse. La battaglia di Negroponte per avere un Netbook a 100$ è un esempio, come pure, in Latino-America e in India ci sono utenti che accedono ad Internet e leggono la posta esclusivamente da un palmare. Oggi, più che mai, sembra esserci spazio per un prodotto entry-level, che richieda risorse limitate, ed esca a un prezzo esiguo. Con questo non mi aspetto di vedere migrare un utente MAC su Chrome ma, piuttosto, vedo il Netbook/Ebook reader con Chrome OS acquistato dai teenager. Come pure, vedo maggiori volumi nei paesi emergenti dove la sensibilità al prezzo è ancora più influente.
Concludo con un’ultima digressione sul tema.

Perché una azienda come Google decide di investire in Chrome OS?
Il valore dell’operazione è abbastanza chiaro: aumentare il numero e la qualità delle informazioni sull’utente: tanto più si conosce dell’utente - cosa “cerca/bisogna”, cosa ascolta, cosa compra, cosa guarda, cosa legge - tanto più efficace si po’ essere nei messaggio one-to-one e nella generazione di lead.  Se è cosi, non si potrebbe ottenere lo stesso risultato con il solo browser?
Probabilmente c'è un limite e, per non fare la fine dei vari Netscape, bisogna mettere un piede dentro l’OS e combattere da quella posizione.
Chrome OS suona come una mossa tattica di medio lungo periodo che conferma e rafforza l’intera strategia di Google. Staremo a vedere fin dove si arriva ;)

1 comment:

  1. Ciao Cuggino, mi è proprio piaciuto questo articolo!
    Paolo Mottola

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Thanks for your comment.
Francesco