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Sunday, April 18, 2010

AntaFacebook

Creati dalle nuove generazioni, i social media si stanno espandendo attraverso le generazioni degli ENTA e gli ANTA. La velocità e  le modalità di propagazione, nei vari segmenti generazionali, potrebbe trovare spazio in un capitolo di Tipping Point di Gladwell.
Facebook è sicuramente  l’ambiente di social networking più noto che, a oggi, si è sviluppato  solo a macchia di leopardo in Italia: il numero di account è sicuramente elevato, ma la percentuale di utenti attivi nel proprio circolo, all’interno della  propria comunità, è ancora abbastanza limitata ad alcune fasce di età.

I VENTENNI (i Digital Native) non devono entrare nel meccanismo e non devono conoscerne le dinamiche : Facebook è l’hub della comunicazione quotidiana, il posto dove ci si relaziona scambiando di TUTTO! Anzi, forse troppo e senza cura della privacy.  I Digital Native sono tutti utenti attivi che fisiologicamente hanno imparato a complementare le relazioni sociali, del mondo reale, con gli ambienti virtuali. Reale e virtuale sono percepite come due facce della stessa medaglia: la ragnatela sociale.
Poi ci sono gli ENTA, e qui le cose cambiano leggermente: una parte è abbastanza attiva nel seguire il mood della precedente generazione. Tuttavia, molti sono quelli che passivamente osservano gli altri, condividono contenuti già presenti in rete ma che, di fatto, non comunicano perché timidi, perché intimoriti, perché verosimilmente ancora non percepiscono il valore aggiunto del social media. Anche se ci devono essere, perché cosi fan tutti.  
Fino ad arrivare agli ANTA, i più riluttanti, gli eterodossi. Quelli che non percepiscono e non vogliono percepire. Quelli che dicono di non avere tempo, e spendono ore e ore a rincoglionirsi davanti la televisione. Quelli che non si lanciano, perché qualcheduno gli ha detto che è roba da ragazzini e single. Quelli che ad un certo punto si trovano obbligati ad “ascoltare”, per capire come si “muovono” i  propri figli.
Per fortuna, all’interno degli AntaFacebook, c’e’ un’interessante comunità in forte sviluppo. Ci appartengono quelli che per lavoro, vezzo o diletto stanno portando i nuovi social media verso la maturità del contenuto. Facebook diventa piazza della condivisione e confronto aggregato di idee, punti di vista, piaceri, libri, film, fumetti, sapori e foto del presente e dell’infanzia lontana. Sono quelli che, per curiosità intellettuale o diletto, hanno fatto uno sforzo per capire il mezzo e adattarlo alle proprie esigenze. Quelli a cui non piace seguire. Quelli che cercano e non temono il confronto.
Quelli che hanno capito che non si può affermare che libro non è bello, se non dopo averlo letto tutto.
 
Provare per credere!

1 comment:

  1. concordo, mio zio ha 60 anni ed e' assetato si Facebook
    GianLuca

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Francesco