Nei paesi anglosassoni Il decollo è appena avvenuto con il raggiungimento di una quota di mercato che arriva fino al 8% e con un trend significativo di crescita. Gli Ebook reader sono stati i propulsori e continueranno a controllare la rotta per l’intero anno, anche se è verosimile che nel lungo termine i tablet faranno la parte del leone, con un probabile passaggio di staffetta a partire dal 2012. Comunque vada, credo che il vincitore sarà l’applicazione che ci permetterà di fruire del libro stesso, l’applicazione grazie alla quale potremo condividere, commentare e recensire sui social network stralci di lettura, generando interazione e partecipazione. Penso che ci sia spazio per una nuova killer application, un’applicazione che aggiunga una nuova dimensione alla lettura tradizionale, un nuovo piano esperienziale che troverà uno spontaneo grip tra i nativi digitali. I nuovi consumatori hanno raggiunto progressivamente la propria indipendenza economica e sono pronti ad acquistare e fruire servizi secondo nuovi paradigmi.
Tornando a noi, AT Kerney stima una crescita lenta per l’Italia. Sembra siano necessari quattro anni per ipotizzare una fuoriuscita dalla nicchia, in altre parole raggiungere una quota di mercato prossima al 10%. Dando un’occhiata ai numeri sull’editoria, capisco che l’italiano legge molto poco rispetto alla media europea. La percentuale di lettori che leggono più di 3 libri in un anno è assolutamente esigua e, al contempo, il numero di pubblicazioni crescono sia nel formato tradizionale che quello elettronico: gli scrittori aumentano e i lettori si riducono.
Ebbene, se questa è l’andazzo, rispetto ai cugini anglosassoni, dobbiamo gestire un challenge in più nello sviluppo del nuovo business. Al fianco della definizione di una strategia sulla sicurezza che limiti quanto più possibile lo spettro della pirateria, bisogna anche valutare se i nuovi prodotti editoriali digitali contribuiranno ad espandere il mercato. Il mercato dell’editoria è asfittico, quindi, prima di focalizzarsi sui modelli di business dell’editoria digitale, mimando i cugini anglosassoni, bisogna mettere le basi per far crescere il mercato stesso.
Lo spazio c’è, ma non si possono commettere errori. Servono decisioni COMUNI sulle strategie della sicurezza e sull’espansione del mercato.
Ad esempio, un prodotto editoriale più ricco e interattivo, un’offerta variegata e dinamica potranno contribuire ad aumentare il numero di lettori e il numero di libri letti per lettore? Certamente, ma non è sufficiente.
Credo che la generazione dei nostri genitori non contribuirà all’espansione del mercato, noi, generazione ibrida, contribuiremo solo in parte. Per espandere il mercato dei lettori, bisogna giocare le carte sui nativi digitali. Cosicché saranno necessari prodotti di maggiore appeal e, al contempo, serve generare nuova domanda. E’ necessario allevare nuove generazioni di lettori, abituarli alla lettura sin da scuola, grazie anche a delle sinergie con il sistema formativo. Ad esempio, si potrebbe provare a introdurre la lettura obbligatoria di 6 libri non didattici per ogni anno di scuola media e superiore, come accadeva in un passato.
Credo che la generazione dei nostri genitori non contribuirà all’espansione del mercato, noi, generazione ibrida, contribuiremo solo in parte. Per espandere il mercato dei lettori, bisogna giocare le carte sui nativi digitali. Cosicché saranno necessari prodotti di maggiore appeal e, al contempo, serve generare nuova domanda. E’ necessario allevare nuove generazioni di lettori, abituarli alla lettura sin da scuola, grazie anche a delle sinergie con il sistema formativo. Ad esempio, si potrebbe provare a introdurre la lettura obbligatoria di 6 libri non didattici per ogni anno di scuola media e superiore, come accadeva in un passato.
Riguardo il tema della pirateria, Amazon insegna che la sicurezza aiuta. Non usare sistemi di protezione è un suicidio: appena una sola copia di libro non protetta s’inietta in rete, è un fonte di revenue persa per sempre. C’e’ ancora tempo utile per mettere in atto soluzioni tecniche e leve commerciali che smontino le tentazioni del download digitale. Risolti i problemi dell’IVA al 20%, un prezzo molto aggressivo su un contenuto protetto stimolerebbe l’acquisto, energizzando il mercato. Il prezzo aggressivo non deve spaventare, credo che la cannibalizzazione rimanga limitata, perché In questa fase storica gli utenti del libro tradizionale rimarranno tali.
Credo anche si possa imparare qualcosa da altri mercati che non hanno voluto affrontare adeguatamente il tema della sicurezza. Il mercato dell’entertainment (musica e video) è riuscito solo marginalmente a risollevarsi dai danni della pirateria, grazie ad un refocus sui proventi da concerti, sponsorship e sul merchandising, piuttosto che vendita dei rights. E’ verosimile che Il mercato dell’editoria digitale non avrà questa possibilità e che sul lungo termine la pirateria, se non contingentata, oltre che abbassare la qualità delle pubblicazioni, possa mettere in discussione la sostenibilità economica del sistema stesso.
Spero di non essere il solo a vederla cosi;)
Francesco@LifeWare
blog.veraldus.com
Se iTunes inizialmente prevedeva la protezione del contenuto e poi ha fatto un passo indietro, perchè nell'editoria dovrebbe funzionare?
ReplyDeleteLuigi Tursi
Non mi risulta che ci sia una soluzione pronta al problema del 20& dell'iva. Non penso sia in agenda di alcun partito.
ReplyDeleteNiko
Luigi, mentre scrivevo ho fatto la tua stessa riflessione e la risposta che mi sono dato è che iTunes era uno dei pochi ad offrire un sistema di protezione sul contenuto, mentre nel mare magno di Internet c'erano già tutti gli mp3 senza protezione. Grazie alla Lingua, l'editoria Italiana ha più possibilità di controllare il contenuto, quindi, per non ricadere nel caso di iTunes servirebbero scelte comuni tra gli editori su come proteggere i contenuti.
ReplyDeletegrazie del commento
Francesco
Niko,
ReplyDeleteCapisco che il problema non è risolto e che la strada non è spianata in quella direzione, tuttavia, lo vedo come un problema facilmente risolvibile con un ingaggio politico, visto pure che la Mondadori è del presidente del consiglio ;)